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Le conversazioni di Anna K |
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> Teatro di Prosa
18/19 febbraio 2010
Teatro Politeama, h 21.00
Teatro Eliseo-Arca Azzurra Teatro
LE CONVERSAZIONI DI ANNA K
liberamente ispirato a La metamorfosi di Franz Kafka
con GIULIANA LOJODICE
e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci,
Alessio Venturini
scene Daniele Spisa
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musica originale e adattamento Vanni Cassori e Jonathan Chiti
testo e regia UGO CHITI
Testo vincitore del 49° Premio Riccione per il Teatro
Premio ETI Gli Olimpici del Teatro 2009 - miglior attrice protagonista GIULIANA LOJODICE
Durata 2h compreso intervallo
Biglietteria:
16/17 feb h 10.00-13.00/16.00-19.00
18/19 feb h 10.00-13.00/16.00-21.00
Info: 366.1726414
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“Quando Gregor Samsa si risvegliò una mattina da sogni inquieti si ritrovò nel suo letto trasformato in un insetto gigantesco”.L’incipit, probabilmente, più folgorante di tutta la letteratura moderna, potrebbe essere cambiato nel più dimesso “quella mattina quando Anna arrivò in ritardo di oltre cinque minuti, vide il signore e la signora Samsa seduti nel tinello in attesa di fare colazione. La figlia Grete aveva già messo il latte sul fornello e Anna, scusandosi con tutti, notò che il signorino Gregorio non era ancora in piedi malgrado fossero già le otto passate.” Questo cambio prospettico è uno sguardo autonomo e diverso su uno dei racconti più emblematici del novecento “La metamorfosi” di Franz Kafka. Uno sguardo defilato, dal basso, che mette al centro della scena il personaggio marginale di Anna assumendola come punto di osservazione per l’intera vicenda. Scelta prospettica che sottolinea un aspetto “portante” della metamorfosi; quella disperante ovvietà quotidiana che si respira in casa Samsa come la studiata comicità involontaria che spesso illumina i personaggi evidenziandone il tragico. Nel racconto di Kafka Anna è l’anziana vedova che la famiglia Samsa assume come donna tutto fare dopo quanto accaduto a Gregor, nel testo teatrale Anna è da subito testimone dell’insolito risveglio di Gregor-Gregorio. La donna, inizialmente allontanata quasi esclusa dal dramma familiare viene poi coinvolta fino ad assumerne tutto il peso e le responsabilità. Anna si presenta come un donnetta loquace e inopportuna ma presto lascia intravedere un cuore ruvido e semplice capace di relazionarsi con tutti i personaggi di casa Samsa compresa l’angosciosa esclusione di Gregorio. Anna si muove, in parte, parallela alle dinamiche conosciute della vicenda, in parte “attivando” quelle che potremmo chiamare “le scene assenti” del racconto o le “scene appena percepite” da Gregorio attraverso la porta chiusa della camera. Anna con la sua tenera, riduttiva visione del vivere è uno sguardo disincantato ma anche giaculatoria affettuosa, grido struggente, rabbioso che commenta e accompagna la tragedia di ogni diversità, come la condizione estrema del vivere accanto al dolore.
Ugo Chiti
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