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| >Teatro di prosa 11/12 dicembre 2009 Teatro Politeama, h 21.00 13 dicembre 2009 pomeridiana ore 18.00 fuori abbonamento Khora s.r.l. AMLETO di William Shakespeare traduzione di Eugenio Montale con ALESSANDRO PREZIOSI e con Marius Bizau, Francesco Biscione, Giovanni Carta, Ugo Maria Morosi, Carla Cassola, Silvia Siravo, Marco Trebian, Maurizio Tomaciello, Marco Zingaro, Yaser Mohamed, Vito Facciola scene Andrea Taddei costumi Silvia Polidori disegno luci Valerio Tiberi musiche Massive Attack e Zero P:M riduzione, adattamento e regia ARMANDO PUGLIESE Durata 2h30 compreso intervallo Biglietteria: 9/10 dic h 10.00-13.00/16.00-19.00 11/12 dic h 10.00-13.00/16.00-21.00 13 dic h 10.00-13.00/16.00-18.00 Info: 366.1726414
| Il dubbio “Amletico” non è tanto un ondeggiamento dell’animo, quanto piuttosto la necessità di far corrispondere la vendetta alla certezza della giustizia, e che il motore che spinge l’evolversi della tragedia è una strenua ed affascinante lotta per il potere, negato al protagonista non tanto dall’uccisione del padre quanto dall’aver impalmato da parte dell’assassino, lo zio Claudio, la legittima detentrice di quello stesso potere, sua madre. Occorre far sì che i personaggi non si presentino come stereotipi incorniciati da funzioni ormai consuete nell’immaginario collettivo, ma presentino qualche curiosità comportamentale che, se da una parte li rende meno “eroici”, da quell’altra ce li fa conoscere sotto un altro aspetto e più partecipi di una dialettica generale, senza la quale la tragedia non può esistere. Mettere in scena Amleto è un tentativo di raccontare con parole potenti come sono quelle di Shakespeare qualcosa che ci riguarda e che riguarda il tempo che stiamo vivendo, il nostro tempo. Forza e debolezza, impulsività e calcolo, sensibilità e riflessione: tutto é estremo in Amleto, che con il suo idealismo si pone sulla scena a testimoniare, assieme a un dramma personale, i conflitti e le aspirazioni di ogni giovane contemporaneo che abbia una concezione dell’esistenza e intanto debba sperimentarne la corruttibilità. La tragedia sottolinea, inoltre, il tema dell’atavico conflitto tra “padri” usurpatori e figli: i primi che non accettano il cambiamento e impongono ai giovani una società ormai superata, e le nuove generazioni, che tentano di non farsi sopraffare da aspettative esagerate e ambizioni irraggiungibili. Armando Pugliese
Attraverso Amleto vogliamo parlare del contemporaneo per riportare il teatro classico e l’arte al loro ruolo fondamentale: ovvero essere lo specchio del mondo in cui viviamo. Amleto è un intellettuale in crisi e diventa attuale perché oggi la figura dell’intellettuale ha perso forza, è incapace di “sentire” e quindi di provocare a sua volta una reazione nei suoi interlocutori. […] Rispetto alle interpretazioni più classiche, questo nuovo allestimento intende offrire una lettura diversa. Un modo anche per “recuperare la dimensione politica e metaforica del testo di Shakespeare in tutta la sua attualità." Alessandro Preziosi
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