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RELAZIONE DATI TEATRO POLITEAMA DI LAMEZIA TERME STAGIONE TEATRALE DI PROSA 2009/2010
Il teatro può e deve essere il luogo dove l’umano ritrova se stesso. Sono trascorsi pochi giorni dalla chiusura della stagione invernale 2009/2010 al Teatro Politeama che ha avuto un’ottima accoglienza e un riscontro di pubblico superiore ad ogni nostra migliore aspettativa. Ed è sul pubblico (che ringrazio per la fiducia accordataci) che vorrei centrare questa riflessione conclusiva. Cito dal report dell’ufficio cultura del comune perché condivido appieno: “Lo scopo del fare teatro, e ancor prima il motore che ha dato vita a questa arte, è il pubblico. Non esiste teatro senza un pubblico, non c’è rappresentazione con i soli attori, lo spettacolo non può avere vita senza un’interazione con qualcuno che ascolta, guarda, e respira ciò che accade sul palco. Il teatro è un fenomeno “sociale” in un duplice senso: come luogo di socializzazione tra gli individui, e come occasione di apprendimento, di riflessione. Un teatro che non tiene conto del pubblico e non si relaziona con esso non è teatro, ma esercizio di recitazione narcisistico. Volendo ritagliare una definizione nei soli elementi essenziali, possiamo dire dunque che teatro è ciò che accade tra un attore e uno spettatore. L'etimologia stessa del termine, che deriva dal verbo greco rimanda al concetto di “guardare, osservare”. Il senso antico ma ancora primario del termine oggi viene riproposto come una grande novità del marketing culturale, un elemento chiave nella definizione del marketing mix del prodotto, e sebbene questo faccia sorridere coloro che da sempre hanno creduto nel teatro come un “rapporto a due”, tra attori e spettatori, è da questo che ancor oggi si deve partire per capire il Teatro. Nel panorama delle organizzazioni teatrali italiane sta nascendo l’esigenza di considerare l’offerta di spettacolo come un vero e proprio prodotto da proporre, da vendere, ad un acquirente da conquistare. L’attenzione alla domanda, ovvero al pubblico del teatro, ha condotto ad interessanti riflessioni sulla varietà e molteplicità dell’audience, al punto che è preferibile parlare di “pubblici” del teatro, con motivazioni e preferenze ben diverse l’uno dall’altro. È nell’ottica di questa molteplicità di domanda che si può definire il consumo del prodotto culturale; sino ad ora però, pur riconoscendo la necessità di classificare i propri pubblici, le ricerche su questo tema sono ancora poche e per lo più di scarsa rilevanza per ciò che riguarda le motivazioni profonde che spingono al consumo teatrale e il rapporto più generale tra questo tipo di consumo e quello di altri prodotti sociali come televisione e musica. Il pubblico del teatro in Italia rappresenta ancora un elemento sconosciuto, scientificamente alquanto indefinito, ma intuitivamente a molti noto. Con questa analisi si intende mostrare non solo chi sono e come si comportano oggi coloro che da anni investono il loro tempo e soddisfano le loro preferenze nel teatro lametino, ma altresì chi sono coloro che non assistono alle rappresentazioni teatrali e quale potrebbe essere il trend del pubblico di domani. La domanda di spettacolo dal vivo è causata, ovviamente, da più elementi: dalla tipologia di popolazione; dal tipo di teatro (leggero o meno); dalla ripetizione delle conosciute commedie del repertorio classico che, nonostante il passare degli anni, restano sempre in “auge”; dalla insostituibile presenza di "primi attori" carismatici, anche se spesso mutuati dal cinema e dalla televisione; dal reddito pro capite, dal tempo libero e dal livello di scolarizzazione”. Per questo, di comune accordo, abbiamo voluto avere un rapporto ancor più diretto con il nostro pubblico chiedendo la cortesia di compilare due questionari: il primo consegnato all’inizio della stagione (che accludo in copia) con lo scopo di monitorare la provenienza geografica, sociale e culturale e l’ultimo (sempre accluso in copia) consegnato in occasione dell’ultimo spettacolo per testare il gradimento degli spettacoli appena programmati. Apprendo, dall’accurato report predisposto dal responsabile dell'Ufficio Cultura Dr. Francesco Costanzo, questi risultati : “Dall’analisi dei dati acquisiti nel corso della stagione teatrale di prosa 2009/2010 risulta che la presenza (al teatro lametino) degli uomini (48,9%) è stata leggermente inferiore a quella delle donne (51,1%). Questo dato anche se confronta differenze percentuali molto modeste risulta interessante in quanto differente da ciò che è emerso dalle ricerche condotte dalle indagini nazionali e soprattutto dall'opinione degli operatori che negli anni ha sempre confermato una presenza maggiore, e non di poco, del pubblico femminile. Tale discrepanza d'informazioni deve essere, però, analizzata alla luce di un approfondimento riguardante la frequenza teatrale distinta per sesso che vede gli uomini con una fruizione più saltuaria. All'aumentare della frequenza d'acquisto aumenta la propensione della popolazione femminile rispetto a quella maschile, trovando così riscontro la percezione degli operatori di un pubblico teatrale composto prevalentemente da donne. In valore assoluto, i maggiori fruitori degli spettacoli teatrali a Lamezia Terme sono compresi tra i 26 ed i 64 anni. I ragazzi, ossia gli individui fino ai 25 anni, rappresentano una percentuale pari al 17,9% del pubblico complessivo, mentre gli anziani, ossia gli individui con oltre 65 anni, rappresentano il 18,2% del pubblico complessivo. Dal'analisi dei dati si rileva che: il pubblico in valore assoluto resta un pubblico adulto - anziano abbastanza uguale a se stesso nel tempo; i giovani sono presenti in misura maggiore tra i non abbonati, mentre abbonati e non abbonati si equivalgono nella fascia di età compresa fra i 43 e i 53 anni; le età più mature vedono una più forte presenza tra gli abbonati; riguardo alla scolarizzazione del pubblico teatrale lametino emerge la corrispondenza di un maggiore consumo e un titolo di studio (e un conseguente "supposto" livello culturale) più elevato; Il profilo dello spettatore teatrale medio lametino risulta quindi di cultura medio – alta (il 78% degli spettatori risulta in possesso di un diploma o una laurea); i laureati appaiono gli spettatori di teatro di prosa più assidui; la variabile occupazione - professione conferma il consumo di nicchia del teatro di prosa. In valore assoluto, i maggiori frequentatori del Teatro di Prosa sono, tra i non occupati, gli studenti (14,7%) ed i pensionati (17,8%), tra gli occupati, i liberi professionisti (15,9%), gli insegnanti (16,2%) e gli impiegati (24,4%).
I dati riguardanti i pensionati, gli insegnanti e gli impiegati sono influenzati dall’ampiezza della popolazione di riferimento. Tutti questi dati mostrano come il consumo di teatro a Lamezia Terme ancora oggi sia un consumo spesso elitario, strettamente relazionato al livello culturale, al reddito e all'attività professionale”. Questo però è solo uno dei pubblici possibili, quello a cui abbiamo scelto volontariamente di rivolgerci con un cartellone di grande livello qualitativo ed impegno economico, ma anche fondamentalmente tradizionale e tenendo il costo del biglietto e degli abbonamenti abbastanza elevato (anche in relazione al costo della vita in città). Scelta giustificata, in una gestione oculata del denaro pubblico, anche dall’elevato costo degli spettacoli in programmazione perché scelti tra i titoli più importanti, in un “segmento” alto della produzione teatrale, spesso in esclusiva per la Calabria. Sempre dal report del Comune “Le preferenze del pubblico (di questo particolare pubblico, aggiungerei) rivelano uno spettatore "tradizionalista" che conferma la tendenza verso una proposta di garbato intrattenimento. Difatti, il genere preferito dal pubblico del Teatro Lametino è la commedia leggera (principalmente napoletana), che soddisfa il bisogno di svago (41%). L'altro genere molto amato nella nostra città è la prosa classica che rappresenta circa il 22,6% delle preferenze. La prosa contemporanea rappresenta, invece, solo il 7,4% delle preferenze, mentre I'avanguardia è prossima allo zero (0,8%). Questi dati sono probabilmente molto influenzati dall'offerta di produzione teatrale. Infatti, la forte crisi degli autori e quindi delle produzioni nuove porta una grande scarsità di offerta di prosa contemporanea. Gli elementi principali di influenza della scelta dei lametini sono due: gli attori che interpretano la rappresentazione per circa il 47,7% ed il testo messo in scena per circa il 31,8%. A quest'ultimo, inoltre è possibile aggregare il 10,9% dei lametini che considera di primaria importanza l'autore. Successivamente vengono la fama del regista (6,4%) e della compagnia teatrale (3,2%).” A questa analisi sulla provenienza geografica, sociale e culturale del pubblico che attualmente frequenta il teatro si aggiunge quella sui risultati del questionario finale. “Con particolare riferimento al gradimento della programmazione teatrale di prosa 2009/2010, il pubblico lametino ha espresso mediamente un giudizio ottimo (8,5/10). Questi i dati medi dei singoli spettacoli: UOMO E GALANTUOMO (voto 9/10) NUVOLO (voto 7,5/10) VITA DI GALILEO (voto 7,5/10) AMLETO (voto 8/10) LA FORTUNA CON L’EFFE MAIUSCOLA (voto 9,5/10) COL PIEDE GIUSTO (voto 7/10) SILLABARI (voto 6,5/10) IL GIUOCO DELLE PARTI (voto 6/10) LE CONVERSAZIONI DI ANNA K (7,5/10) LA STRANA COPPIA (voto 8/10)
Tra gli attori hanno avuto (dal pubblico del teatro lametino) particolare menzione di gradimenti: LUIGI DE FILIPPO (n. 88), ALESSANDRO PREZIOSI (n. 37), PAOLO POLI (n. 21), FRANCESCO PAOLANTONI (n. 16), SERGIO BINI (n. 11), FRANCO BRANCIAROLI (n. 8), BLAS ROCA REY (n. 4). Tra le attrici hanno avuto (dal pubblico del teatro lametino) particolare menzione di gradimenti: GIULIANA LOJODICE (n. 91), AMANDA SANDRELLI (n. 50), ELISABETTA POZZI (n.7), MARIANGELA D'ABBRACCIO (n. 6). Il pubblico lametino ha poi menzionato: come sorprese positive lo spettacolo “NUVOLO” (n. 21 citazioni)“LE CONVERSAZIONI DI ANNA K” (n.10 citazioni), lo spettacolo “COL PIEDE GIUSTO” (n. 8 citazioni), lo spettacolo “UOMO E GALANTUOMO” (n. 6 citazioni), come sorprese negative lo spettacolo “SILLABARI” (n. 27 citazioni), lo spettacolo “IL GIUOCO DELLE PARTI” (n. 11 citazioni), l'attore ALESSANDRO PREZIOSI (n. 9 citazioni) e lo spettacolo “LA STRANA COPPIA” (n. 5 citazioni).”
Sono dati interessanti che ci confermano la grande propensione per il teatro napoletano di tradizione e di qualità (LA FORTUNA CON L’EFFE MAIUSCOLA/ LUIGI DE FILIPPO-UOMO E GALANTUOMO/ FRANCESCO PAOLANTONI), di un pubblico a forte componente femminile (non a caso ALESSANDRO PREZIOSI e BLAS ROCA REY, peraltro ottimi attori, hanno ottenuto menzioni speciali), ma lo rivelano anche disponibile a farsi meravigliare (NUVOLO/ SERGIO BINI) ad affrontare quelle novità italiane, quella prosa contemporanea che, come dato di questionario rappresenta, invece, solo il 7,4% delle preferenze (NUVOLO/ LE CONVERSAZIONI DI ANNA K/ COL PIEDE GIUSTO). NUVOLO (assieme a PIERINO ED IL LUPO) è anche il risultato di un gemellaggio tra la stagione di prosa e quella del Teatro Ragazzi curata da Piero Bonaccurso che abbiamo ripetuto in questa stagione come per la scorsa e ci auguriamo diventerà una “sana”abitudine. E ci ha dato la possibilità, con due giornate di incontro/scambio con Bustric, di mettere a disposizione dei professionisti del teatro calabresi la sua esperienza internazionale. L’incontro è stato seguito da due giorni di laboratorio di Babilonia Teatri nel programma di Ricrii curato da Dario Natale. Speriamo che anche questo diventi un format da ripetere. Così come speriamo di aver occasione di incrociare esperienze con il laboratorio teatrale comunaleFrancesco Pileggi. organizzato nelle scuole superiori da O con il cinema (il Politeama ha una cabina di proiezione) organizzato al Castello da Ivan Falvo D’Urso per conto di Arci/UCCA e o con una delle altre manifestazioni sostenute dal Comune (Le lezioni di storia inaugurate con successo lo scorso anno, le manifestazioni di musica dell’AMA Calabria e di Bequadro, gli spettacoli organizzati da Ruggero Pegna, gli incontri del Sabato del Villaggio). Mi scuso anticipatamente se ho dimenticato qualcosa o qualcuno, ma la mia disponibilità alle collaborazione ed a mettermi in relazione è ampia come credo di aver dimostrato in queste due stagioni per quanto mi è stato possibile.
Come dice sempre il report “il genere preferito dal pubblico del Teatro Lametino è la commedia leggera”, ma è sempre più difficile trovare buoni allestimenti in tour perché purtroppo spesso è un genere sottovalutato dai grandi interpreti (come era invece anni fa Alberto Lionello). E qui è d’obbligo una riflessione sui dati di SILLABARI. Ho voluto capire, parlando con il pubblico, leggendomi tutta la rassegna stampa. Lo spettacolo ha incuriosito molti (lo dicono gli incassi), l’attore è piaciuto (è terzo nella nostra piccola classifica), ma lo spettacolo non ha divertito come invece accade altrove in Italia ed essendo oggetto di grandi aspettative è stato anche una “sorpresa negativa”. In buona sostanza non ne è stata amata la sua formula particolare di “divagazione” sul tema. Questo dimostra che non è facile scegliere uno spettacolo divertente : l’humour non è lo stesso ovunque (molti miei colleghi mi hanno sconsigliato di portare Zuzzurro e Gaspare perché “nordici”). Ed è una indicazione importante per le scelte future. Un'altra riflessione su un testo tradizionale (come IL GIUOCO DELLE PARTI) che non ha incontrato il gradimento atteso da parte del nostro pubblico. Testi molto rappresentati, come quelli di Pirandello o di Eduardo, che il nostro pubblico colto di appassionati ha visto in molte edizioni, spingono naturalmente a confronti molto impegnativi. Un ringraziamento particolare va alla “squadra” che ha reso possibile portare a termine con successo la programmazione di questa seconda stagione a partire dal sindaco che non solo ha fortemente voluto tutto questo, ma ci ha indirizzato e confortato con la sua presenza e consigli. Ringrazio i componenti della giunta, l’ufficio cultura del comune e gli altri uffici tutti, TeatroP e tutti i loro collaboratori che hanno curato assistenza tecnica, biglietteria e molto altro per rendere piacevole e confortevole al pubblico ed agli artisti la permanenza in teatro a Lamezia. Sempre dal report “Gradimento unanime è stato espresso nei confronti della struttura organizzativa, a dimostrazione che il Teatro lametino ha ormai raggiunto un livello di professionalità altissimo”. Questo non esclude la necessitò di migliorie alla struttura ed ai servizi che si sono rese evidenti durante queste due stagioni e per cui il responsabile degli allestimenti Daniele Spisa (di concerto con i competenti uffici del Comune) ha già da tempo predisposto un piano di intervento". Questo ha permesso ottimi risultati di cui vogliamo e possiamo andare fieri “Termometro del gradimento del pubblico lametino verso la stagione di prosa 2009/2010 sono state le presenze (n. 7,209 spettatori) e l’eccellente incasso da botteghino riscontrato (€ 93.455,50) - record assoluto per la Città di Lamezia Terme, nonostante la scarsa capienza della struttura Politeama (appena 312 posti)” Alcune riflessioni di tipo organizzativo ci danno alcune indicazioni che ci potranno essere utili per la progettazione della stagione futura. “Poi, il 55% degli intervistati gradirebbe le repliche pomeridiane domenicali, mentre il 29% si è espresso in maniera negativa. Ciò induce a valutare la possibilità della terza recita pomeridiana ancora in maniera alquanto cauta”. Ed anche, aggiungo, ad essere cauti nello spostare verso il tardo pomeriggio l’eventuale recita in abbonamento della domenica, abitualmente serale.
Il tipo di pubblico della nostra stagione è legato anche a mezzi di comunicazione abbastanza tradizionali “L’informazione di rilievo è svolta principalmente dagli SMS (34,8%), dai quotidiani (11,7%) e dalle brochure e dai manifesti (33,8%). I nuovi mezzi di comunicazione riescono a dare un'informazione di particolare rilievo : Internet è un mezzo efficace per il 18,7% del pubblico teatrale”. I materiali pubblicitari sono stati tempestivi ed utili (come dimostra in report) e per questo ringrazio la Cooperativa INRETE che ha collaborato con noi alla progettazione ed alla realizzazione. Dato che anche Internet è un mezzo efficace (anche se, per ora, solo per una quota del pubblico) abbiamo voluto avere un sito sempre aggiornatissimo www.teatroalamezia.it (con la rassegna stampa on line degli spettacoli per cui ringrazio in particolare Giovanna Vilella e Raffaella Perri di INRETE) e una serie di 11 trasmissioni televisive tematiche di approfondimento degli spettacoli della stagione rese possibili dalla disponibilità degli artisti e dalla preziosa collaborazione di Tiziana Bagnato. CONCLUSIONI Alla luce di quanto rilevato e delle riflessioni che ne conseguono per “mantenere” il nostro pubblico che nelle due stagioni appena terminate ci ha dato e confermato la sua fiducia, le indicazioni sono state utili e chiare. E ne terremo conto. Questo non esclude che ci siano fasce di pubblico magari anche più giovane, interessato al teatro, forse con interessi verso settori meno tradizionali della prosa e/o con minore possibilità economica che noi non dobbiamo né possiamo dimenticare. Quindi si possono pensare anche altri tipi di ospitalità, sempre in collaborazione con le forze teatrali che già operano sul territorio e che ringrazio per il perenne scambio di progetto ed informazioni. Questo anche sfruttando altri spazi del sistema teatrale lametino, come il Teatro Umberto che, speriamo, sarà presto oggetto di un ripensamento per essere restituito alla città in tutta la sua potenzialità di sala di pregiato valore architettonico, in una ottima collocazione centrale nella zona di Nicastro. Daniele Spisa ha approntato in accordo con l’amministrazione e di concerto con i competenti uffici del Comune un piano di intervento in tal senso. Perché come dice il nostro report “è preferibile parlare di 'pubblici' del teatro, con motivazioni e preferenze ben diverse l’uno dall’altro”. Per tornare al titolo della nostra relazione Il teatro può e deve essere il luogo dove l’umano ritrova se stesso Angela Dal Piaz Direttore artistico prosa Comune di Lamezia Terme
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